venerdì 11 febbraio 2011

Jakob von Uexkull



Ad introdurre la distinzione tra mondo (umano) e ambiente (animale), nella prima metà  del Novecento, era stato uno dei grandi pionieri della biologia moderna, Jakob von Uexkull, le cui ricerche furono in seguito un punto di riferimento fisso in tutti i tentativi della cultura filosofica europea di confrontarsi con le nuove scienze della vita. Johannes Johann von Uexkull è stato un biologo, zoologo e filosofo tedesco. Fu un pioniere dell'etologia ed è considerato come uno dei fondatori dell'ecologia. Dopo gli studi in zoologia all'Università  di Tartu dal 1884 al 1889, il Barone Jakob Johann von Uexkull lavorò presso l'istituto di fisiologia dell'Università  di Heidelberg, in seguito presso la Stazione Biologica di Napoli. Nel 1907 gli fu conferito un Dottorato Honoris causa dall'Università  di Heidelberg per i suoi studi di fisiologia muscolare. Nel 1926 fonda l'Institut fur Umweltforschung presso l'Università  di Amburgo.
Introdusse in biologia la nozione di ambiente (Umwelt). Ogni animale vive chiuso nel suo mondo-ambiente, un mondo chiuso rispetto agli altri mondi-ambienti anche se connesso a questi. Ad esempio, la zecca reagisce a tre soli stimoli: quando la femmina gravida si posiziona su un ramo e attende il passaggio di un animale, un primo stimolo olfattivo (l'acido butirrico emesso dai follicoli sebacei dei mammiferi) le suggerisce di lasciarsi cadere; grazie a un organo sensibile alla temperatura capisce se è caduta su un animale; se ha avuto fortuna attraverso il tatto si posiziona su uno spazio di pelle nuda conficcandosi fino alla testa in modo da poter succhiare il sangue caldo. Una volta sazia si lascia cadere, depone le uova e muore. Sebbene limitato in confronto al nostro questo è un mondo a parte; dove la scienza classica vedeva un unico mondo, comprensivo di tutte le specie viventi disposte gerarchicamente, von Uexkull pone un'infinita varietà  di mondi percettivi, collegati fra loro anche se reciprocamente esclusivi.
L'influenza del suo pensiero ha trasceso i confini della biologia per giungere alla filosofia, in particolare la fenomenologia e l'ermeneutica, e alla semiotica. Nel 1914 Max Scheler fu tra i primi ad accorgersi della rilevanza filosofica delle sue tesi applicandole a una nuova filosofia della percezione non più kantianamnete sintetica, bensì selettiva e sviluppando successivamente su queste basi la famosa distinzione fra Weltoffenheit (apertura al mondo accessibile al centro personale) e chiusura ambientale (l'Umwelt in cui rimane assopito non solo l'animale, ma pure l'uomo che vive nella prospettiva predominante dell'Io). Successivamente si sono interessati alla sua opera anche Georges Canguilhem, Maurice Merleau-Ponty, Gilles Deleuze, Jacques Lacan, Martin Heidegger,  Helmuth Plessner e il semiologo Thomas Sebeok.

Nessun commento:

Posta un commento