Nelle lezioni del 1929-1930: "Concetti fondamentali della metafisica. Mondo-finitezza-solitudine", il filosofo tedesco sviluppa metodicamente la triplice tesi -«la pietra è senza mondo»,«l'animale è povero di mondo»,«l'uomo è formatore di mondo» - come filo conduttore per la chiarificazione dei concetti di «mondo» e «finitezza». L'analisi filosofica è qui interamente orientata sulle ricerche della biologia e della zoologia contemporanee, in particolare su quelle di Jakob von Uexkull. Le ricerche di Uexkull sono definite esplicitamente "la cosa più fruttuosa che la filosofia possa far propria della "biologia oggi dominante", Heidegger riconosce che le parole di cui egli si serve per definire la povertà di mondo dell'animale non esprimono nulla di diverso da quanto Uexkull intende coi termini Umwelt e innerwelt . Heidegger chiama das Enthemmende, il disinibitore,ciò che Uexkull definiva "portatore di significato" e , cerchio disinibitore, ciò che lo zoologo chiamava Umwelt, ambiente. L'animale è chiuso nel cerchio dei suoi disinibitori proprio come, secondo Uexkull, nei pochi elementi che definiscono il suo mondo percettivo. Per questo, come in Uexkull, l'animale "se entra in relazione con altro, può incontrare solo ciò che colpisce'esser-capace e che lo mette così in moto. Tutto il resto non è a -priori in grado di penetrare nel cerchio dell'animale" .Il modo di essere proprio dell'animale, che definisce il suo rapporto col disinibitore, è lo stordimento. In quanto è essenzialmente stordito e integralmente assorbito nel proprio disinibitore, l'animale non può veramente agire o avere una condotta rispetto ad esso. Lo stordimento è la condizione di possibilità grazie a cui l'animale si comporta in un ambiente, ma mai in un mondo ". Come esempio dello stordimento, che non può mai aprirsi a un mondo, Heidegger riferisce l'esperimento(già descritto da Uexkull) in cui un'ape viene posta in laboratorio davanti a una coppetta piena di miele. Se,dopo che l'ape ha cominciato a succhiare, si recide l'addome dell'ape, essa continua tranquillamente a succhiare mentre si vede il miele scorrere via dall'addome aperto. Ciò mostra in modo convincente che l'ape non constata affatto che c'e' troppo miele. Non costata ne questo ne - cosa che sarebbe ancora più ovvia - la mancanza del suo addome. Neanche per idea, bensì continua la sua pratica istintuale , proprio perchè non constata che c'è ancora miele. Piuttosto, essa è semplicemente assorbita nel cibo. Questo essere assorbita è possibile soltanto dove è presente un istintivo"verso".Questo essere assorbito in un tale essere sospinto esclude al tempo stesso la possibilità di constatare un essere-disponibile. Proprio l'essere assorbito dal cibo impedisce all'animale di porsi di fronte ad esso.
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