sabato 12 febbraio 2011

Paul Alsberg

 

Alsberg nel libro del 1922 Das Menschheitsrätsel (L'enigma uomo) contesta tutti i tentativi di spiegare l’uomo in base a qualcos’altro (Dio, lo spirito, il linguaggio, l’animale, ecc.) La prima parte del suo libro è dedicata a criticare i vari tentativi di spiegare l’uomo a partire dall’animale o da un principio metafisico come lo spirito. Se mi limito a considerare l’anatomia del corpo umano devo constatare che dal punto di vista delle funzioni organiche esiste una piena continuità fra l’uomo e l’animale. La situazione cambia radicalmente se considero invece il modo con cui il corpo umano si struttura in relazione all’ambiente: «qui non esiste alcun dubbio che ambedue si differenziano in modo netto, in quanto il corpo animale è ottimamente adattato alla natura, mentre il corpo umano manca di ogni protezione e dispositivo di difesa e perciò verso la natura si presenta in una condizione d’inferiorità. Non ci si può rappresentare una contrapposizione biologica più netta. Di conseguenza lo schema evolutivo alla base della costituzione corporea dell’uomo e dell’animale devono essere diversi». In tale ottica Alsberg si confronta anche con le tesi di Klaatsch e Bolk (che grande influsso avranno su Gehlen ), ma arrivando a conclusioni opposte: l’uomo non è il risultato fortunato di un ritardamento organico, in quanto la carenza organica, la mancanza di difese, la massa celebrale accresciuta sono piuttosto le conseguenze del principio costitutivo dell’esser umano e solo con un gioco di prestigio si potrebbe farle passare per cause. In altri termini: l’uomo perde il manto peloso (e quindi diventa biologicamente più vulnerabile) perché indossa abiti e non il contrario. Inoltre com’è possibile sostenere che un essere è diventato uomo in conseguenza di un problema di ritardo o di carenza organica, quando è una legge di natura che ogni insufficienza organica costitutiva porti alla morte?  Alsberg  riconosce nell’uomo un progressivo indebolimento organico, un’involuzione biologica,  compensata da un’evoluzione sul piano culturale. Secondo Alsberg  l’evoluzione sociale avviene solo attraverso utensili è un’evoluzione  “extra-organica”, esosomatica  che produce contemporaneamente una involuzione organica.  «il principio evolutivo dell’animale è quello dell’adattamento organico (perfezionamento del corpo), il principio evolutivo dell’uomo è quello del disimpegno organico grazie agli strumenti artificiali». Il “disimpegno organico” che libera l’uomo dal bisogno è possibile solo perché il problema dell’adattamento e dell’evoluzione viene spostato sul piano extra-organico: tale spostamento è ciò che contraddistingue l’uomo da tutti gli altri esseri viventi, quindi il principio costitutivo dell’esser umano

3 commenti:

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  2. Una citazione affascinante e interessante. Mi chiedo e chiedo a Guido: oggi certamente esistono studi e ricerche paleoantropologiche a proposito dell'ipotesi sull'origine del linguaggio preceduta dall'intermediazione dell'utensile: puoi darcene qualche riferimento? Inoltre: l'ipotesi potrebbe prestarsi a interessanti design di esperimenti cognitivi, ne conosci per caso?

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    1. Segnalo che questa pagina è ripresa dal mio testo La Totalità incompiuta, FrancoAngeli 2008, 143-144. Ritengo poco corretto postare testi e video senza citare la fonte.

      Preciso inoltre che non sono io l'autore di questo blog, e anzi sarei curioso di sapere il nome dell'autore, dal momento che non risulta da nessuna parte.

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